Impostare un programma di
allenamento è un’operazione che varia di volta in
volta,
in quanto le
situazioni contingenti portano a modificarlo continuamente.
Le scelte che ognuno di noi compie nel campo
dell’applicazione
degli
esercizi seguono un ordine personale che deriva dalla selezione di
quelle che, secondo noi, sono le priorità dalle quali non si
può
prescindere. C’è chi, per esempio, è
più
propenso ad essere assiduo
sulla proposizione della tecnica, chi preferisce impartire
l’insegnamento attraverso il gioco e chi, invece, adotta una
tipologia
di lavoro mista. Certamente è la capacità di
miscelare
gli elementi che
determina la validità di un metodo.
Sta di fatto, però, che le nostre metodologie devono essere
adattate di volta in volta in base alla realtà in cui ci
troviamo.
Questo rientra nella normalità, ma
nell’impostazione del
lavoro faccio
riferimento anche ad una base etica su cui costruire la mia
professione; si tratta di regole che mi consentono di non
deviare
da
qualcosa in cui credo fermamente:
la crescita olistica
dell’uomo.
È
proprio questa, infatti, la strada che mi conduce
all’ottenimento
di
determinati obiettivi e di far crescere l’atleta sotto tutti
gli
aspetti, tenendo conto del luogo in cui mi trovo, con chi mi trovo e
chi alleno.
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